top of page

DIALOGO SONORO | Pillole di Musicoterapia

23 set
Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 30 set


Musicoterapia in Archè è condotta da un professionista interno all’équipe che costruisce esperienze individuali e di gruppo dove la musica ed il song writing rendono protagoniste le persone con le loro competenze, idee, suggestioni.


Il video che qui potete vedere descrive una seduta di Dialogo Sonoro, un metodo fondamentale in musicoterapia, declinabile in varie forme a seconda del contesto: clinico, riabilitativo ed educativo.

Si tratta di una modalità di comunicazione non-verbale, in cui il musicoterapista e la persona presa in carico si ascoltano e si esprimono coinvolgendosi reciprocamente, utilizzando gli elementi costitutivi del suono: timbro, altezza, intensità e ritmo.

Il Dialogo Sonoro quindi è uno strumento importante laddove – per deficit cognitivo o disturbo del linguaggio o per un vissuto emotivamente doloroso, difficile da dire a parole – la comunicazione verbale risulti parzialmente limitata o del tutto compromessa.


Al suo interno trova spazio l’improvvisazione estemporanea, che non richiede competenze di ordine tecnico-musicali da parte dell’utente, ma si affida alle sue capacità di ascolto e – come nel caso descritto dal video – alle sue naturali doti di orientamento ritmico, che si traducono in attenzione uditiva, movimento e conseguente produzione sonoro-musicale.

Il terapeuta mediante il suono – in questo caso mediato dall’uso di uno strumento armonico e dalla voce – mira a creare uno spazio sicuro, protettivo e accogliente (il setting musicoterapico), dove regnano sovrane l’accoglienza e l’assenza di giudizio. La persona presa in carico sente così di “essere vista” e accettata in maniera assoluta.

Il messaggio che viene veicolato dal setting è: “Tu ci sei, io ci sono e ci sono per te”.


Come succede fra persone che si vogliono bene e si scrutano nel profondo, rifuggendo la superficialità e la banalità di cui è pieno il mondo, anche nel Dialogo Sonoro si possono rinvenire spazi di silenzio. Che non è sinonimo di vuoto, né assenza di comunicazione. Piuttosto un perimetro che contiene attesa, riflessione tra un'idea e la successiva. Esprime attenzione, attiene alla contemplazione.


Tra le finalità terapeutiche del Dialogo Sonoro, considerando il contesto educativo nel quale opero, vorrei segnalare innanzitutto quella del favorire la relazione e la socializzazione.

Grazie al canale di comunicazione con il terapeuta aperto dalla musica, si tende a contrastare l’isolamento relazionale in situazioni di limitazione o compromissione della parola.

Importante inoltre l’esperienza della percezione del proprio corpo in relazione all’oggetto sonoro utilizzato, che avviene attraverso il gesto strumentale.

Non trascurabile, infine, l’esperienza altamente gratificante del “fare musica”, apportando al prodotto d’insieme, che viene percepito, il contributo della propria unicità espressiva.


Giorgio Crespi, musicoterapista Archè

Macrameet è un progetto della rete Macramè

Macrameet è lo spazio editoriale e partecipativo dove il lavoro di rete diventa racconto condiviso e contenuto utile per la comunità.

Macrame_logo_bordo.png
Macrameet è un progetto realizzato con il contributo di Fondcoop

Macrameet è un progetto digitale condiviso della rete Macramè, realizzato con il contributo di Fon.coop, Fondo Paritetico Interprofessionale per la formazione continua nelle imprese cooperative.

foncoop.png

MACRAMEET è un progetto Macramè,

realizzato con il contributo di Fondcoop

© 2026 | Powered by tramite

logo_macrameet_bozze_edited_edited.png
bottom of page